Sei stanze, 57 postazioni di lavoro. Non è un modo di dire: sono 22 postazioni CAD nel biennio, 26 CAD/BIM nel triennio, 8 con QGIS per la cartografia e una con il visore per la realtà virtuale. Un computer a testa, dal primo anno.
In queste stanze si impara a misurare un pezzo di territorio. Poi a portarlo dentro un computer, e a farne un modello su cui si può lavorare. È la stessa catena degli studi professionali, con gli stessi strumenti.
Dove si disegna
Due laboratori di disegno, uno per il biennio e uno per il triennio. Nel biennio si comincia con AutoCAD e AutoCAD Architecture: la pianta, la sezione, il prospetto. Nel triennio si passa al BIM, con Revit e con i programmi ACCA. Qui il disegno smette di essere un insieme di linee. Diventa un edificio che conosce i propri materiali, le proprie strutture, i propri impianti.
La differenza si vede quando si cambia una quota. Nel disegno tradizionale si ridisegna. Nel BIM si aggiorna da solo tutto quello che da quella quota dipende.

Dove si misura il territorio
Il laboratorio di Topografia e Geomatica è quello che esce di più dalla scuola. Dentro ci sono due droni, un laser scanner, un ricevitore GNSS e due stazioni totali. Uno dei droni ha il posizionamento RTK: è un DJI Mavic 3 Enterprise.
Il rilievo comincia sul posto e finisce sulle otto postazioni QGIS del laboratorio. Le fotografie del drone diventano una nuvola di punti. La nuvola diventa un modello. Il modello diventa una carta su cui si può ragionare.
Gli studenti imparano a pianificare un volo e a mettere in stazione. E imparano a capire quando un dato è buono e quando va rifatto.

Dove il modello diventa un oggetto
Tre stampanti 3D trasformano i file in plastici e prototipi che si possono tenere in mano. Un visore per la realtà virtuale permette di camminare dentro un progetto in scala reale, prima che esista.
E poi ci sono le macchine per le prove a compressione e a trazione. Un provino di calcestruzzo viene portato a rottura. La resistenza dei materiali smette di essere un numero sul libro nel momento in cui senti il rumore che fa quando cede.

A che cosa sono serviti
I laboratori non sono esercitazioni chiuse in un’aula. Da questi strumenti, negli ultimi tre anni, sono usciti lavori veri.
- Palermo da costa a costa ha vinto il primo premio nazionale del Senato della Repubblica. A pari merito con altre sette scuole italiane.
- La classe 4A ha studiato l’idrografia del Mediterraneo su dati di INGV Roma ed ENEA. Trenta pagine su temperatura, salinità e densità.
- Le classi 4B e 3B hanno rilevato la Torre Milinciana, nella riserva di Boccadifalco, con Italia Nostra. Il risultato è una mappa interattiva.
- Il rilievo delle fasce costiere è nato con ISPRA durante la formazione scuola-lavoro. Quei dati sono poi finiti dentro un progetto Erasmus+.
- A Monte Iato e al Villino Florio il drone e il laser scanner hanno prodotto i modelli tridimensionali di due monumenti veri.
Senato, INGV, ENEA, ISPRA, Italia Nostra: cinque enti nazionali in tre anni.
E poi c’è l’Università di Palermo, che non è un episodio ma un’abitudine. Ogni anno gli studenti del CAT fanno formazione scuola-lavoro con tre dipartimenti dell’ateneo. Ingegneria, Architettura, Scienze della Terra e del Mare.

Vieni a vederli
I laboratori si possono vedere. La visita si prenota per email e dura al massimo un’ora. La accompagnano i docenti dell’indirizzo. Si fa in una giornata di scuola normale, non in una vetrina preparata.
