Parte Geo-habitat Explorers presso la RNO di Capo Gallo

Capo Gallo: giovedì i ragazzi del CAT misurano una costa che sta cambiando

Il 5 ottobre, primo lunedì del mese, è stato il World Habitat Day, la giornata istituita dalle Nazioni Unite nel 1985 per riflettere sullo stato delle città e sul diritto di tutti a un posto dove abitare. Noi lo festeggiamo giovedì 8 ottobre, a modo nostro: con gli strumenti in mano, dentro un habitat vero.

Parte GeoHabitat Explorers, il progetto del CAT nella Riserva naturale orientata di Capo Gallo. È un progetto voluto dal prof. Venturella per dare ai ragazzi un approccio pratico sul campo e, al tempo stesso, esplorativo: si va sul posto, si osserva, si misura, e si scopre strada facendo. E, come si conviene a un’attività di ricerca sul campo, restituirà gli output dello studio: carte, dati e schede delle specie.

Il sentiero sterrato della riserva di Capo Gallo, con una parete di roccia calcarea a sinistra e il mare a destra
Il sentiero lungo la costa della riserva di Capo Gallo: a sinistra la parete calcarea, a destra il mare. Foto: archivio CAT.

La prima uscita é dedicata all’analisi e all’osservazione dei tre ambienti che la riserva mette uno accanto all’altro: il mare, la costa e la terra.

Perché i nostri studenti vanno in una riserva

La giornata ONU parla di città e di case. Il legame con una scogliera è questo: prima di costruire bisogna capire dove si costruisce. È il senso di «Costruzioni, Ambiente e Territorio». Chi progetta un edificio, una strada, un porto, lavora sopra un habitat, e quell’habitat si misura prima, non dopo.

Un habitat che cresce più piano del mare

Lungo la costa di Capo Gallo vive una struttura che si osserva a occhio: il trottoir a vermetidi. Lo costruiscono piccoli molluschi che cementano i propri gusci uno sull’altro, fino a formare una scogliera in miniatura, rara nel Mediterraneo.

Non è soltanto una curiosità naturalistica. Uno studio dell’Università di Palermo pubblicato nel 2023 su Frontiers in Marine Science, condotto proprio nell’area marina protetta Capo Gallo–Isola delle Femmine, stima che questa struttura cresca di 0,19 millimetri l’anno, mentre il livello del mare nella Sicilia nord-occidentale sale di 1,4 millimetri l’anno. Gli autori calcolano che, di questo passo, la struttura potrebbe finire sommersa fra il 2060 e il 2080.

Per sapere se una costa cambia bisogna averne una misura di partenza. Ed è esattamente questo che un rilievo produce: un dato su cui, fra qualche anno, si può tornare a confrontare.

Che cosa si misura sul campo

  • I profili della costa. Un profilo trasversale è una fetta presa perpendicolarmente alla riva: mostra come sale il terreno dal mare verso l’interno. Un profilo longitudinale corre lungo la riva e mostra come cambia la quota da un punto al successivo. Insieme descrivono la forma del luogo con dei numeri.
  • Il rilievo con il drone. Visto dall’alto, il tratto di costa si legge intero e non a pezzi. Lo studio del 2023 aveva fatto lo stesso: un drone a 40 metri di quota, 24 punti di controllo a terra, e un’immagine unica della costa con un dettaglio di 5 centimetri per pixel.
  • Gli habitat. Quello marino e costiero, rappresentato dai vermetidi, e quello terrestre, con le specie arboree lungo il percorso. I vermetidi, in questa prima fase, si osservano e basta.
  • La geomorfologia. La riserva poggia su un massiccio di roccia calcarea: le sue forme si descrivono e si leggono insieme ai profili.
  • La mappatura delle specie, a cominciare dal cappero. Il cappero cresce sulle rupi calcaree e dentro le fessure della roccia: lo dicono le ricerche sulla flora siciliana, che indicano nelle falesie calcaree il suo habitat primario. Per questo i suoi punti sulla carta interessano: se seguono le fratture della roccia, la pianta ce le fa vedere. È l’ipotesi di lavoro, e il rilievo serve a verificarla. Si segnano anche le altre specie più rappresentative del percorso.
Un arbusto dalle foglie rotonde che cresce a bordo del sentiero, fra le pietre, con la parete di roccia sullo sfondo e il mare sulla destra
Lungo il sentiero, un cappero: sulla carta si segna dov’è e a che cosa sta appoggiato. Foto: archivio CAT.

Una precisazione, per essere onesti: il nostro è un lavoro di scuola e non sostituisce una ricerca scientifica. Però usa gli stessi strumenti e lo stesso ragionamento, e lascia un dato rilevato con metodo, che è la cosa più utile che un rilievo possa lasciare.

La riserva, in breve

La riserva di Capo Gallo è stata istituita nel 2001 e si estende per circa 586 ettari. Ricade in un sito della rete europea Natura 2000, ed è affiancata dal 2002 dall’area marina protetta. Fra le sue specie più note ci sono endemismi vegetali, il rospo smeraldino siciliano e il falco pellegrino. La scheda ufficiale della riserva dice di più, ed è il posto giusto per chi vuole andare a vederla.

Chi lo fa, e quando

Le attività sono condotte dal prof. Venturella insieme al prof. La Mantia, con gli assistenti tecnici dell’area edile, i signori Tutino e Amato, che si alternano e curano le attrezzature. Si comincia giovedì 8 ottobre e si continua ogni giovedì fino al 3 dicembre: sei giovedì sul campo, a partire da questo, e tre in laboratorio, per lavorare alle restituzioni, cioè trasformare i dati rilevati in carte e schede.

Una cosa va detta, e la diciamo volentieri. Questa è un’attività pomeridiana extracurriculare. I ragazzi iscritti al progetto, di quarto e quinto anno del CAT, la fanno fuori dall’orario scolastico ordinario, nelle ore che altrimenti dedicherebbero allo studio in aula. Hanno scelto di spenderle sul campo, a lavorare con gli strumenti. Meritano un elogio, e questo articolo è anche per loro.

Che cosa resterà

Alla fine del percorso gli output dello studio, cioè carte, dati e schede delle specie, diventeranno un elaborato in formato grafico, e lo pubblicheremo qui. Le attività sul campo non sono un’aggiunta al programma: sono il modo in cui si impara a misurare un territorio, con gli stessi strumenti dei nostri laboratori e con i metodi di cui parliamo in droni e rilievi.

Se volete vedere gli strumenti che useremo, venite a trovarci al CAT.

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