Il territorio nel tempo: una classe del CAT misura il barocco di Palermo
Piazza Marina, a Palermo, ha avuto tre vite sullo stesso suolo. Davanti al palazzo dei Chiaramonte, costruito a partire dal 1307, si apriva una spianata. Dal 1601 al 1782 il palazzo fu la sede del tribunale dell’Inquisizione, e nello spazio dove oggi c’è il giardino si tenevano gli autodafé, le cerimonie pubbliche del tribunale. Oggi è un giardino pubblico, il Giardino Garibaldi. Tre funzioni, un solo suolo.
Da qui parte Il territorio nel tempo, il progetto della 3B CAT del Rutelli: leggere una porzione di centro storico in tre tempi, com’era, che cosa le è passato sopra, com’è oggi. Non studiando la storia dell’architettura, ma misurandola.
Che cosa fa la classe
Il circuito è fatto di dodici edifici fra palazzi, chiese e oratori attorno a piazza Marina, come Palazzo Butera e Palazzo Mirto. Tutto il circuito sta in un rettangolo di 678 × 757 metri e il giro completo misura circa 2,4 chilometri, da fare a piedi. I gruppi sono sei, e ogni gruppo ha due edifici di cui risponde fino alla stampa, ma tutti percorrono tutti e dodici. I ragazzi sono seguiti dal prof. Massimiliano Cangialosi.
Di norma si lavora dall’esterno: si legge la facciata dalla strada e si rileva un dettaglio raggiungibile dal marciapiede, come una mensola del balcone o un portale, da disegnare in scala 1:10. Il calendario non dipende da permessi di nessuno. Ogni edificio diventa una tavola 50×70, e tutte le tavole hanno lo stesso impianto: il numero nel circuito, la mappa, il confronto fra un documento d’epoca e lo stato attuale, il disegno del rilievo, le fotografie e un testo breve. È la differenza fra una bacheca e una mostra.
Otto cose da guardare in una facciata
La classe parte da zero in storia dell’architettura, quindi non si insegna il barocco: si insegna a guardare. Lo strumento è una griglia di lettura di otto voci, che chiunque può usare davanti a un edificio:
- Materiale della facciata e del basamento.
- Aperture: tipo e ritmo di finestre e porte.
- Modanature e cornici.
- Balconi: quanto sporgono, mensole, ringhiera.
- Portale: forma, ordine, decorazione.
- Stato di conservazione.
- Tracce di rifacimento: tamponature, sostituzioni.
- Che cosa non torna: l’anomalia da segnare.
L’ultima è la più importante: trasforma il guardare in una domanda. E la storia si attacca dopo, a una cosa che si è già toccata e misurata.
Che cosa resta
Dodici tavole più una tavola madre con il circuito e la linea del tempo di piazza Marina, stampate su cartoncino e presentate in una mostra. Le tavole usciranno una alla volta sui nostri canali, con il confronto d’epoca in copertina. Nelle fotografie che pubblichiamo i volti dei ragazzi non sono riconoscibili.
La stessa classe lavora anche a Ri-abitiamo il territorio, a Monreale: lì il rilievo serve a capire che cosa servirebbe oggi su un’area, qui a capire come una città si è costruita. Il metodo è lo stesso. È il lavoro di rilievo e disegno che al CAT si impara. Se volete vedere da vicino come lavoriamo, venite a trovarci al CAT del Rutelli.
Fonte per la storia del palazzo: Digital History, «Palermo and the Inquisition: Palazzo Steri».
