Quattro scuole, quattro Paesi: una cooperazione internazionale per costruire meglio
Dal 4 ottobre 2026 il CAT del Rutelli fa parte di un nuovo progetto di cooperazione internazionale: Exploring architectural heritage through 3D modelling, cioè «esplorare il patrimonio architettonico con la modellazione 3D». Lavoriamo insieme a una scuola della Guyana francese, una della Spagna e una della Finlandia. Per il CAT del Rutelli c’è la 4B CAT guidata dal prof. Salvo Venturella.
Di che cosa si occupa
Quattro scuole di quattro Paesi lavorano sullo stesso tema: la sostenibilità del costruito. Gli studenti studiano come l’architettura può rispondere al clima e al luogo in cui nasce, costruiscono modelli 3D semplici e, insieme ai compagni degli altri Paesi, progettano gli edifici sostenibili del futuro. I lavori saranno mostrati in realtà aumentata, dove patrimonio, creatività e tecnologia digitale stanno nello stesso schermo.
Un modello 3D è una versione digitale dell’edificio: si gira, si guarda da ogni lato, si misura. La realtà aumentata lo porta sullo schermo di un telefono, dentro lo spazio vero in cui sta o potrebbe stare. È il lavoro di progettazione al computer che al CAT si impara, usato per raccontare un’idea a chi sta in un altro Paese.
Perché conta lavorare insieme
Un edificio nasce sempre in un posto. Il caldo umido dei tropici, gli inverni lunghi del Nord, il sole del Mediterraneo non chiedono le stesse soluzioni. I principi, però, sono comuni. La cooperazione internazionale serve a questo: mettere la stessa domanda davanti a classi che vivono in luoghi diversi e farle ragionare insieme, in una lingua comune, l’inglese. Per chi un giorno farà il tecnico delle costruzioni, è un’abitudine che vale: i cantieri, i materiali e le norme viaggiano da un Paese all’altro.
A che punto siamo
Il progetto è partito ufficialmente il 4 ottobre ed è nella sua fase organizzativa iniziale. I docenti delle scuole si stanno presentando e raccontano le specializzazioni dei loro percorsi. Per noi c’è il CAT, e ci fa piacere sottolinearlo: è stato richiesto espressamente dalla scuola partner della Guyana francese. Adesso si stanno organizzando i gruppi di lavoro. Il primo lavoro comune sarà scegliere il luogo dove applicare il progetto e individuare gli edifici che faranno da modelli per la virtualizzazione 3D.
Quattro domande da farsi davanti a un edificio
Per capire di che cosa parliamo, ecco quattro domande che un tecnico si fa davanti a qualsiasi edificio, in qualunque clima. Non sono il programma del progetto, sono un modo per guardare:
- Da dove arriva il sole, e quando? Da questo dipendono l’orientamento, le finestre e le schermature.
- Da dove passa l’aria? Una casa che si ventila bene ha bisogno di meno energia per stare fresca.
- Di che cosa è fatto, e come tiene il caldo o il freddo? I materiali e l’isolamento decidono quanto si consuma.
- Che tipo di habitat c’è intorno? Vegetazione, suolo e acqua del luogo vanno conosciuti prima di costruire, per farlo senza danneggiarli. È lo sguardo che usiamo anche in GeoHabitat Explorers, dove i nostri ragazzi osservano e classificano gli habitat della riserva di Capo Gallo.
Sono le stesse domande che ritroviamo nel nostro lavoro sulla bioedilizia e l’ambiente, e che il progetto porterà a confronto fra quattro luoghi diversi. Se volete vedere da vicino come lavoriamo, venite a trovarci al CAT del Rutelli. Gli altri nostri progetti internazionali li trovate in questa pagina.
